Walter Onorato

Mal di stomaco e vomito nei bambini prima della partita: cosa ci dice la loro biologia?

Domenica mattina. La borsa è pronta, la divisa è pulita, ma tuo figlio è piegato in due. 🤢 Magari ha vomitato, o corre in bagno con una scarica improvvisa di diarrea proprio mentre allacciate le scarpe.
Magari succede in campo poco prima della partita o mentre.

Lo chiamiamo “ansia da prestazione”, ma per la Psicosomatica  e le 5 Leggi Biologiche, il corpo di tuo figlio non sta avendo un “attacco d’ansia”: sta rispondendo a una percezione precisa di sopravvivenza nel suo territorio (il campo da gioco).

1. Il Vomito: “Questo boccone è troppo grande!” 🤮
Quando il sintomo è il vomito, siamo nello Stomaco (Grande Curvatura). Per la biologia, il cibo e le situazioni sono la stessa cosa: un “boccone” il cervello non riconosce il reale dall’immaginario per lui è uguale.

  • Il Sentito: “Questa partita (o la pressione che la circonda) è un boccone che mi è stato imposto e che non voglio/non riesco a gestire a mandare giù “

  • La Reazione: Il vomito è il tentativo arcaico di espellere il boccone prima di doverlo digerire. Il bambino sta dicendo: Questo carico di aspettative è troppo duro, lo sputo fuori per non affogare”.

2. L’Intestino: “Situazione di m…da da evacuare!” 💩

Se invece il dolore è basso e arriva la corsa in bagno, siamo in Fase Attiva (Simpaticotonia) dell’intestino.

  • Il Sentito: “Questa è una situazione sporca, un’ingiustizia o un peso, una situazione subito da evacuare, da cui devo liberarmi subito”

  • (N:B) nelle 5 leggi la precisione scientifica è una legge fondamentale in questo articolo ho tradotto, generalizzato dei sintomi poichè il mio obbiettivo è far comprendere quello che vive il bambino sotto la pressione sportiva e genitoriale delle aspettative non entrare nello specifico di quei sintomi)
  • La Reazione (Peristalsi Accelerata): In natura, un animale che deve combattere o scappare (la partita è una “lotta” territoriale) deve essere leggero oltre poichè il cervello non riconosce un boccone vero da uno immaginario si comporta nello stesso modo è una necessità viscerale da espellere.

  • Il Senso Biologico: Svuotare l’intestino prima dello scontro serve a diventare scattanti e a ridurre i rischi. Il bambino vive la gara come una “situazione di m…da “evacuare che il suo corpo cerca di liberarsi  per permettergli di “sopravvivere” alla performance.


🪨 Il “Macigno” delle Aspettative

Spesso il problema non è lo sport, ma il carico simbolico che lo circonda. Il bambino sente che se sbaglia un gol, un punto, un canestro   delude il “branco” (famiglia, mister, compagni). Per un piccolo, perdere il riconoscimento del branco è un pericolo vitale soprattutto se dietro quel punto c è un aspettativa legata alla sua identità “bravo o cattivo”. “IL bambino bravissimo!!!”

Quel torneo di campionato smette di essere un gioco e diventa un macigno sullo stomaco che blocca ogni gioia.

🛡️ Cosa possiamo fare come adulti?

Lavorare sul sintomo significa ascoltare il messaggio. A volte basta “sgonfiare” l’importanza della vittoria, aiutandolo a trasformare la sua percezione (ciò è il significato che lui ci mette sopra), a volte non basta, poiché il vero lavoro dovrebbe essere con i genitori e con il Mister. La biologia del bambino ci sta chiedendo un distacco sano. Allontanarsi da un ambiente troppo competitivo non è una sconfitta, è un atto di amore e protezione verso la propria salute.


Quando un bambino vomita o ha sintomi intestinali ricorrenti prima di una partita, non ha bisogno di un farmaco per lo stomaco o di un fermento lattico. Ha bisogno che noi adulti togliamo quel MACIGNO di aspettative dal suo piatto.

Il suo corpo non sta sbagliando e non è malato: sta solo urlando che quel ‘boccone’ di gloria che vogliamo fargli mangiare, per lui, è ancora troppo amaro da digerire. Ci sta dicendo, nel linguaggio crudo della biologia, che tutto questo è troppo grande.
In quella partita non c’è più una palla da colpire, ma un peso immenso da sopportare.
Gli applausi e le incitazioni dei genitori, le aspettative dell’allenatore, il prestigio della società sportiva… tutto questo carico emozionale finisce sulle spalle di queste bambine e ragazze. Finiscono per ‘giocare’ solo per gli altri, solo per il risultato, solo per non tradire l’immagine di perfezione che abbiamo proiettato su di loro.

Perché i figli, per amore, sono disposti a tutto. Pur di restare fedeli al legame con i genitori, pur di sentirsi accettati e visti dal ‘branco’, sono pronti a farsi carico dei sogni irrisolti dei grandi, trasformando un gioco in una missione di sopravvivenza. Ma la loro pancia non mente: quel vomito e quel dolore sono l’ultima difesa di un’anima che chiede solo di poter tornare a giocare… solo per il gusto di farlo.

Se anche tuo figlio vive tutto questo e hai bisogno di un punto di vista diverso o un aiuto per comprenderne le cause e il suo linguaggio biologico mi puoi mandare un messaggio tramite il bottone Watts up sul sito o mandandomi una email a walteronorato59@gmail.com