Scopri perché il raffreddore non è un problema ma la soluzione del tuo corpo. La storia di un bambino, la sinusite e il potere della percezione soggettiva
Cosa c’è nell’aria che non ti piace? 

Perché continuo a prendere il raffreddore anche se non ho preso freddo e mi hanno detto di non essere allergico? 

Ti è mai capitato di sentire che in una situazione “qualcosa puzza”?
Magari un collega poco sincero, un sospetto in famiglia, o semplicemente un ambiente che senti ostile, dove ti sembra di dover stare sempre all’erta. Una situazione che ti rende instabile, come la mancanza di soldi etc…puoi aggiungerne te
In Psicosomatica, il naso è la nostra antenna biologica più antica. Serve a fiutare il pericolo prima che arrivi. 
Cosa succede davvero nel tuo corpo?
Il Sospetto (Fase Fredda): Quando percepisci una minaccia o qualcosa che “non ti torna”, le tue mucose nasali si attivano per permetterti di “fiutare” meglio il pericolo, il predatore. È una fase silenziosa: non hai sintomi, sei solo in allerta, con il fiato sospeso.
La Soluzione (Fase Calda): Appena il sospetto svanisce, la situazione si chiarisce o finalmente ti allontani da quell’ambiente… ecco che il naso si gonfia, inizia a colare e arrivano gli starnuti.
Il tuo corpo non è impazzito. Il raffreddore è LA soluzione, non IL problema. 

È la fase di riparazione. Il tuo sistema sta letteralmente “pulendo” le memorie di quel sospetto che hai respirato.
E il freddo?
Spesso è solo una “convinzione di pericolo” che ci è stata installata da piccoli. Questa credenza agisce come un comando biologico: attiva la mucosa perché il cervello percepisce il clima come una minaccia reale.
Così anche le allergie o qualsiasi credenza che ci faccia schiacciare la stessa risposta biologica di pericolo
Smetti di combattere il tuo naso e inizia a chiederti:
“Chi o cosa, negli ultimi giorni, mi ha fatto sentire che c’era puzza? Qualcosa dietro l’angolo? Una preoccupazione che non mi dà pace?” Che il pericolo sia reale o immaginario non importa: per la tua biologia è lo stesso. Se la mucosa è chiusa, il pericolo è già passato.
Ma attenzione: esistono i “binari” e le “recidive”. Sono quelle situazioni di pericolo che noi umani amiamo trascinare nel tempo. In quel caso, il sintomo ci segue come un’ombra per ricordarci che non abbiamo ancora lasciato andare del tutto quel sospetto. E può trasformarsi in una sinusite e in altre etichette in realtà è solo quella situazione che ancora vivi come pericolo
ti racconto una storia di raffreddore e sinusite:
a Storia di mio Figlio (La Forza della Biologia)
“C’è una storia che porto nel cuore e che mi ha mostrato quanto la nostra biologia sia precisa e di facile verifica una volta che si apprende il modello delle 5 leggi biologiche
Mio figlio per anni ha sofferto di raffreddore, che puntualmente si trasformava in una sinusite. Abbiamo provato di tutto, ma quel naso chiuso non gli dava tregua. 

Cosa c’era nell’aria?
A scuola c’era un compagno che gli faceva paura. Per mio figlio, quel bambino era il ‘predatore’ nella savana. Ogni mattina, entrando in classe, il suo naso si attivava in silenzio: doveva fiutare dove fosse il pericolo, dove fosse la minaccia.
Andava in fase attiva (mucose che si ulcerano per fiutare meglio). Poi tornava a casa, si sentiva al sicuro, e iniziava la fase di soluzione (naso chiuso e muco). Ma il giorno dopo… il predatore era di nuovo lì. 
Questa è quella che chiamiamo Recidiva: un cerchio che non si chiude mai. Il corpo non faceva in tempo a guarire che doveva ricominciare a difendersi. Quella che i medici chiamavano ‘infiammazione cronica’, per la sua biologia era un ‘allarme mai spento’.
Sapete quando è finita? Non con un farmaco miracoloso. È finita il giorno in cui quel compagno ha cambiato scuola.
Appena il ‘predatore’ è uscito definitivamente dal suo territorio, il naso di mio figlio si è liberato. La sinusite è sparita nel nulla, perché non c’era più nulla di pericoloso da fiutare nell’aria. 
Ma attenzione: perché proprio mio figlio e non gli altri venti bambini in classe? 
Perché la biologia non risponde alla realtà oggettiva, ma alla tua percezione.
Ciò che per te “puzza di bruciato”, per un altro è solo aria fresca. Non è il compagno in sé a creare il sintomo, ma il significato e il valore che mio figlio ha dato a quella presenza.
È qui che risiede il segreto della guarigione: non dobbiamo sempre cambiare il mondo fuori, ma capire come la nostra antenna interna sta leggendo quel mondo. 

Il sintomo non era il nemico. Era la sua bussola che gli diceva: ‘Papà, qui c’è puzza di bruciato’. Spero che questa esperienza personale sia utile a qualcuno. Scrivi nei commenti se anche tu hai potuto verificare la causa del tuo naso chiuso?
Vuoi imparare a leggere i messaggi del tuo corpo invece di metterli a tacere?
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