Medicina

Questo fa bene e questo fa male? Effetto cicogna!

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I fattori ritenuti colpevoli di causare una malattia sono quindi molteplici: alcuni sono
considerati a matrice esterna all’essere umano, come i microrganismi patogeni, i parassiti e le
infezioni, le intossicazioni, gli stimoli fisici, i fattori ambientali come il clima o il sovraffollamento,
scarsa o eccessiva igiene, uno stress generico. Altri a matrice interna, come per esempio squilibri
alimentari, un sistema immunitario indebolito, i geni e l’ereditarietà.

Se ne deduce che la responsabilità di una malattia è attribuita praticamente a qualsiasi cosa…
mentre l’unico fattore non inserito in elenco, è l’essere umano con il suo personalissimo sentito.
La verifica nel singolo caso

Tutti gli elementi elencati come fattori responsabili di malattia, sono ipotesi possibili ma hanno
un grosso limite: si basano su statistiche (effetto cicogna), perciò non sono verificabili nel singolo caso.
Se per esempio fosse vero che una malattia insorge da una causa esterna, allora tutti coloro che vivono
uguali condizioni dovrebbero avere sempre e tutti lo stesso tipo di patologia.
Purtroppo, o per fortuna, non è così: ci sono milioni di persone che vivono in città inquinate, che fumano, bevono,
mangiano troppo e altro, ma non hanno lo stesso tipo di patologia.

E’ possibile che finchè crediamo  e diamo forza a tutte queste cause presunte, non saremo mai nella nostra forza?  é possibile che la nostra salute, finisca realmente dipendere da questi fattori ?Poichè dal momento che ho una patologia, comincio a escludere determinate ipotetiche cause ,dal latte ,alla carne,o smetto di fumare o comincio a fare sport !ma se dopo tutto ,
dovesse tornare la stessa patologia? una volta eliminate tutte le cause ,a chi dovrei dare la colpa? a chi mi rivolgo? O meglio,adesso  cosa dovrei togliere per mandare via la malattia? ho tolto tutto ,pensando fosse la causa del mio problema ,così mi hanno detto ,ma adesso che è tornato, cosa posso fare ? Dal luminare sono già andato! adesso non ho speranza!Da chi vado?

Quando la naturopatia diventa frenesia, e quando la scienza diventa spocchia, nei due estremi, troviamo la stessa reazione alla paura: il nutrizionismo diventa il facile strumento per l’illusione di avere le cose sotto controllo, in modo da non sentire QUELLA paura (che il mio corpo non sia a posto o rischia di non esserlo, che qualcuno mi giudichi per come vivo, paura di non essere un bravo genitore, ecc… ognuno la sua).Lasciare andare tutti i preconcetti e stare con quello che  c è, è un po’ come sentirsi morire.
Per questo motivo è molto difficile ed è l’obiettivo primario dei “percorsi spirituali”, e spesso da soli non se ne esce.
Ma, senza cambiare abitudini, si può provare a riattivare i sensi che usavamo da bambini.
Si può fare come i “ristoranti al buio”, spegnendo la luce a casa e provando a non sapere.

E allora cosa mangiare e cosa no? Di quale informazione tenere conto per la propria dieta? Qual è il cibo più salutare e quello meno?
Colui che vivesse in accordo con la propria biologia, non avrebbe neanche la possibilità di porsi queste domande: cosa fa la capra per capire che quell’erba è velenosa e quell’altra no? Non se lo domanda, ma semplicemente annusa, e se va bene la mangia altrimenti la evita.
La capretta usa la sua sensorialità arcaica a conduzione del tronco cerebrale, progettata e collaudata per 4 miliardi di anni proprio con questa funzione basilare, nel naso, negli occhi, nella bocca. 

Mi spiego meglio: la maggiorparte delle statistiche o studi che sono fatti per verificare se una cosa piuttosto che un altra sia la causa di un processo patologico, sono statistiche approssimative, probabilistiche, senza nessun tipo di verifica reale scientifica, che noi chiamiamo come: statistiche da effetto cicogna


Effetto cicogna

Nelle società avanzate si mangiano più mele, nel terzo mondo se ne mangiano di meno. 
– Nelle società avanzate si muore di cancro più che nel terzo mondo. 
– Mangiare le mele aumenta il rischio i cancro?

Pare assurdo, ma questo metodo di osservazione è il più diffuso, tragicamente assurto a metodo scientifico dove “fattore di rischio” si trasforma mediaticamente in “causa”, ed è diventato uno strumento molto efficace nel comunicare qualsiasi cosa e il suo contrario.

La bufala del paradosso francese

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“Per chi non lo conoscesse, spieghiamo subito che cos’è il paradosso francese

1) I francesi sono grandi consumatori di formaggi e di burro.
2) L’incidenza delle malattie cardiovascolari in Francia è minore che in altri paesi.
3) I francesi sono grandi consumatori di vino rosso.
4) Quindi il vino rosso proteggerebbe le arterie e si spiegherebbe che, nonostante 1), si verifichi 2. 

[…] Qui ci preme solo sottolineare come il paradosso francese sia confrontabile sul piano scientifico ai rimedi della nonna. 
Nessun medico che si professa uomo di scienza dovrebbe trattarlo seriamente. Infatti, a prescindere dal contesto, nel ragionamento sono impliciti errori logici enormi e inaccettabili per una mente scientifica.
Infatti per provare che da 1) e da 3) discenda 4 occorrerebbe esaminare (cosa che non è mai stata fatta) quattro insiemi di francesi statisticamente significativi (diciamo almeno centomila persone per insieme, scelte in modo statisticamente ineccepibile in tutta la Francia) che rispondano alle seguenti caratteristiche:
A) consumatori di formaggio – bevitori
b) consumatori di formaggio – non bevitori
c) non consumatori di formaggio – bevitori
d) non consumatori di formaggio – non bevitori.
Poi si verifica l’incidenza delle malattie cardiovascolari nei vari insiemi e si traggono le conclusioni. È invece risibile buttar lì la proposizione 3 e pretendere che la proposizione 4 sia corretta. Proviamo a sostituire la 3 con:
I francesi parlano con la erre moscia.

Un aspirante premio Nobel potrebbe dedurre che

Poiché i francesi, pur mangiando molti formaggi grassi e molto burro, hanno un’incidenza minore di malattie cardiovascolari, significa che parlare con l’erre moscia preserva il cuore dalle sue patologie!

Fin qui la logica. Andiamo oltre ed entriamo nel merito della faccenda, analizzando come sia infantile il ragionamento del paradosso francese. […]”

 

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Un’ulteriore esempio

Seno

A fare questa importante scoperta è stata la dottoressa Alpa Patel, epidemiologa del cancro e direttore del Cancer Prevention Study-3 per l’American Cancer Society, (ACS), pubblicato sulla nota rivista, American Association for Cancer Research. Lo studio è consistito nel sottoporre a controlli frequenti e regolari circa 74mila donne in menopausa, tra i 50 e 74 anni, le quali erano soggette ad uno studio approfondito sull’incidenza dei maggiori fattori di rischio per il tumore al seno. Nei questionari che venivano compilati dalle pazienti era sempre chiesto quale fosse il loro stile di vita o meglio, quante ore ognuna di loro dedicava all’attività fisica, dal Jogging alla camminata ed oltre dovevano dire quante ore passavano a guardare la televisioni o fare altre attività sedentarie. E’ emerso che le donne che avevano uno stile di vita più attivo, le quali impiegavano almeno un’ora della loro giornata al movimento fisico, risultavano meno a rischio di chi non lo facesse.
Un’altra dimostrazione di quanto lo sport sia utile al fisico ed alla salute e che molte volte prevale anche su qualche medicinale, sarebbe opportuno che tutti coloro che sono nelle possibilità di svolgere un’attività fisica, lo facciano davvero se poi ci associamo anche il non fumare potremmo davvero avere più speranze di essere sani.
Al di là delle considerazioni sul cancro al seno secondo leggi biologiche che qui non discutiamo, una informazione del genere ha valore nullo, e semmai ha valore socialmente negativo rispetto al panico che sa alimentare, di chi non può camminare un’ora al giorno per tutta la vita per ridurre del 14% le probabilità, e di chi pensa che se non lo fa si mette in pericolo.
 
 

Cosa c’è di strano?

Il metodo utilizzato per dichiarare una Grande Scoperta, il quale non ha niente di scientifico, rigoroso e dimostrabile, ma puramente statistico, dove i due elementi presi in considerazione possono non avere, e molto probabilmente non hanno, alcun legame di causa!

Questo modus operandi è stigmatizzato dal famoso“Effetto cicogna” un meccanismo deduttivo che consiste nel confondere correlazione (casomai ci fosse) e causalità.

“Con un’indagine demografica si è rilevata una diminuzione drastica della natalità in Italia.
Si è altresì visto che nello stesso periodo la migrazione delle cicogne ha ridotto il numero di esemplari presenti sul territorio.
Vi è quindi evidenza che, con meno cicogne, ci sono di conseguenza, meno bambini“.

Walter Onorato

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