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Peccato Colpa e Punizione

Peccato colpa punizione, tre parole per descrivere un sistema molto antico, quello dell ego.

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Dove peccato potrebbe essere tradotto con separazione, e da qui nasce il nostro senso di colpa che definirei più un senso di esclusione, una colpa di aver peccato, essendoci separati dal nostro creatore,così creando un sé,che è la nostra vera identità,questo è l inizio di tutti i problemi :
La credenza che  siamo  individui separati  dal tutto, da Dio.

La colpa viene vista come l esperienza di aver peccato e quindi di essersi separati.


Una volta che crediamo di aver commesso questo peccato ,è impossibile  non credere di essere colpevoli,  provando ciò che si conosce come senso di colpa
una volta che ci sentiamo colpevoli è impossibile non credere che saremo puniti per le cose terribili che crediamo di aver fatto  e per la cosa terribile che crediamo di essere.
Una volta che ci sentiamo in colpa ,crederemo di dover essere puniti per i nostri peccati ,ogni forma di paura ,non importa quale sia la sua causa apparente nel mondo,viene dal credere che dovrei essere punito per quello che ho fatto o per quello che non ho fatto .

Poiché crediamo che l oggetto originario del nostro peccato sia Dio ,contro il quale abbiamo peccato separandoci,crederemo che sarà Dio stesso a punirci.
E quindi avrò paura di quello che sarà questa punizione.
Non è stato Dio a scacciare Adamo ed Eva dal giardino dell eden :sono stati Adamo ed Eva a scacciare se stessi dal giardino.
Ciò che abbiamo fatto è, che avendo paura di Dio ,abbiamo trasformato il Dio d’amore in un dio di paura :Un Dio di odio e punizione.
Questo è quello che l ego vuole.
Una volta che ci sentiamo colpevoli,non importa da dove crediamo provenga la colpa, crediamo non solo di essere   colpevoli,ma che dio ci colpirà severamente.
Il secondo capitolo della genesi finisce con Adamo ed Eva che stanno nudi uno di fronte all’altro, senza vergogna.

La vergogna  è in realtà un’altra parola per indicare la colpa,e la mancanza di vergogna è un espressione della condizione antecedente la separazione.
In altre parole, non c’era colpa perché non  c’era stato peccato.
é il terzo capitolo in cui si parla  del peccato originale ,ed inizia con Adamo ed Eva .Così mangiano il frutto ,e la primissima cosa che fanno subito dopo è guardarsi-e questa volta provano vergogna e si coprono.
Mettono foglie di fico intorno ai loro organi sessuali e questo diventa dunque l’espressione della loro colpa.
Adamo e Eva sentono la voce di dio e temono di quello che possa farli.
Quindi si nascondono.
Proprio qui si vede la connessione tra la credenza nel peccato-che puoi separarti da dio –ed il senso di colpa per aver fatto ciò ,e la paura di ciò che accadrà quando dio li raggiungerà.
Quando dio incontra Adamo, lui proietta la colpa su Eva ed Eva fa lo stesso sul serpente.

Possiamo vedere in questo esempio come facciamo per difenderci dalla nostra paura e dalla nostra colpa:proiettiamo la colpa su qualcun altro.

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 Ecco l’ego  come funziona

La colpa esigerà una punizione.
L’ego esigerà che Adamo ed Eva siano puniti per il loro peccato ,così,quando Dio li raggiungerà, li punirà con una vita piena di dolore e sofferenza,dal  momento della nascita fino alla fine ,la morte.

Per spiegare bene il suo funzionamento ci aiuteranno moltissimo due parole la negazione e la proiezione.
Quello che facciamo con la colpa, con il senso di aver peccato ,è far finta che non ci sia.
Ne neghiamo l ‘esistenza a noi stessi .
Se siamo troppo pigri per scopare il pavimento,mettiamo lo sporco sotto il pavimento .
Ma questa tentata soluzione non serve, perché accumulando polvere ,prima o poi uscirà da sotto il letto.

Proiezione significa che prendi qualcosa da dentro di te e dici che in realtà non è li:è fuori in qualcun altro.
Non sono io a essere il colpevole, ma sei tu il colpevole.
Non sono io ad essere responsabile per essere infelice e triste ,tu lo sei!questo è il modo che l’ego usa per sbarazzarsi della colpa.
Il modo in cui ci separiamo da qualcun altro ,una volta che gli abbiamo messo addosso i nostri peccati,è di attaccarlo o di arrabiarci nei suoi confronti.
Nel momento in cui si prova rabbia, giudizio,o critica,è sempre perché si è visto in quell’altra persona ,qualcosa che si è negato in se stessi.
E si allontana quella persona ,poiché ciò che si vuol fare in realtà è portare il proprio peccato il più possibile lontano da sé  stessi.

Non puoi proiettare la tua colpa sugli altri,la devi trovare in te stesso  e guarirla.
Ecco perché il vangelo dice che bisogna pulire l’interno della propria tazza ,non l’esterno;di non preoccuparsi della trave nell’occhio del proprio fratello,ma della pagliuzza che cè nel proprio e che non è ciò che arriva dall’esterno che rende un uomo impuro,ma ciò che proviene dal suo interno.

qualsiasi sia la colpa lo schema è uguale prima la neghiamo la reprimiamo poi la proiettiamo su un ‘altra persona e infine allontaniamo quella persona

L’ego non è altro che una credenza,la credenza nella realtà della separazione.

Perciò lo scopo fandamentale è sempre di mantenerci colpevoli.
Ogni senso di colpa è sempre un affermazione che dice:”io ho peccato”.e il significato estremo del peccato è che sono separato da Dio.

Così l’ego ci dice che se seguiamo quello che dice, saremo liberi dalla nostra colpa.
E il modo per farlo è,ripeto,negarne la presenza in noi stessi,vederla in qualcun altro,e poi attaccare quella persona.
Ma ciò che non ci dice è che l’attacco è il modo migliore per rimanere colpevoli. Ciò, è vero, perché ogni qualvolta si attacca qualcuno con il pensiero o nella realtà ,ci si sente in colpa.

Per riassumere l’ego istaura un ciclo di colpa e attacco ,grazie al quale più ci sentiamo in colpa ,più grande sarà il nostro bisogno di negarla in noi stessi e di proiettarla su qualcun altro attaccando l’altro ,ma più attacchiamo l’altro più ci sentiamo in colpa ,un circolo vizioso che controlla il nostro mondo.

L’ego, il sé, lo stesso termine per descrivere uno stato ,l ego è quella parte che confronta è quello che crediamo di essere ,a volte recitiamo una parte a volte un ‘altra, purtroppo recitiamo incansapevolmente ,non ce ne rendiamo conto .
Vi siete mai visti da fuori quando parlate con un amico ,quando parlate con il patner o con la madre, non vi riconoscereste, abbiamo molte maschere e le indossiamo senza esserne coscienti.
Dal momento che comincio ad osservarle è come se si sciolgono e posso usarle in modo consapevole e in base alla situazione decidere quale usare.

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Detto in un altro modo sono tutti i nostri io,che parlano dentro di noi, che ci dicono come dobbiamo essere ,cosa dobbiamo fare,dove dobbiamo andare e che creano esattamente quello che siamo o pensiamo di essere.

un bellissimo dialogo tratto dal film Revolver  — chi si annida dentro di noi?

questo articolo è tratto dal libro un corso in miracoli
scritto da Onorato Walter

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