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“Dislessia” una parola ipnotica

Dislessia secondo le 5 leggi biologiche: “etichetta statica”, accanimento diagnostico senza richiesta?

L’organo della fonazione è la laringe che ha una sua parte di ectoderma sensoriale ed una parte motoria.

Il conflitto del sentito biologico è di (paura spavento improvviso). In fase attiva ci sarà una riduzione di funzione, ulcera in PCL ripristino lento ed epilessia motoria (con asma) oppure con difficoltà del linguaggio quando è coinvolto il cosiddetto centro di Brocà che è il relè più caudale dell’omuncolo con senso-motorio. Le recidive o i binari possono creare problemi sul linguaggio. Il bambino non parla male perché “si sente etichettato” (quello a mio parere è un problema psicologico importante, che comunque è da tenere in considerazione), ma va in “dislessia “o “dsa” per un ripresentarsi del conflitto di spavento che per ognuno a una percezione unica e diversa.

figlio
La parte psicologica in un bambino con gravi problemi è da tenere presente e non è trascurabile, perché con il tempo il bambino comincia a presentare svantaggi dinanzi a persone compagni insegnanti, o società. Poco persone sono preparate nel gestire le sue difficoltà con svalutazioni psicologiche (o anche biologiche), ma stiamo più nella sfera intellettuale che comunque può diventare biologica se prova spavento di quello che sta succedendo e quindi riattiva una recidiva biologica della laringe. Insomma il gatto che si morde la coda.
Questo capita spesso di osservarlo quando il bambino etichettato “dislessico” è sereno, riduce i sintomi moltissimo, ma devono essere sereni anche gli operatori e i genitori.

Al momento questa società non è preparata su questo fronte, pertanto il bimbo possiamo considerarlo “fortunato”, se ha genitori e insegnanti formati in questo senso, ma non, a trovare problemi e a focalizzarsi su essi, bensì attenti al bisogno reale del bimbo che sarà inteso e visto in senso olistico nel suo insieme, e non nello specifico problema. Ma questa è una chimera. Per questo ed altri motivi dare un nome ad un qualsiasi processo, che racchiude svariati sintomi legati all apprendimento, provoca più problemi che altro ed è poco corretto .

 

 test e valutazioni

Partendo dal presupposto che  il test visivo per determinare la parte dominante ,non è in realtà valido .Poichè non esistono studi scientifici che dimostrano la sua efficacia nel determinare la lateralità e non si calcola che il bambino usa l occhio con cui vede meglio ,che non è lo stesso della sua parte dominante .
Es….a un bambino gli veniva dato da svolgere un compito specificando che doveva farlo con una mano e non con l’altra,non importava quale mano,e non era costretto a parlare mentre lo svolgeva ,allora poteva svolgere il compito e quindi descriverlo.Se contemporaneamente doveva anche parlare,o se il compito richiedeva l’uso delle due mani e di conseguenza un passaggio da un emisfero all’altro,cominciava ad avere delle difficoltà .

é importante osservare,però che nei bambini, gli indizi  d’accesso si fissano prestissimo,e questa è un informazione di cui bisogna tener conto.Oggi ai bambini viene appioppata una cosa che viene definita “difficoltà di apprendimento”.

In realtà molte di queste difficoltà di apprendimento sono funzione dello stesso  sistema castro/educativo.
Ci sono delle diversità ,come in natura ,ma tutto a un suo senso,si tratta di capire quale sistema rappresentativo sensoriale  usa il bambino con difficoltà e aiutarlo ad apprendere uno nuovo, un processo appropriato,lavorando in simbiosi con i genitori .

Una domanda che nasce da tutto questo :

30 anni fa dov’ erano questi bambini?

è possibile che senza etichetta non esistono bambini con disturbi d………?

é possibile che tutti i bambini uscivano allo stesso modo ,chi più preparato chi meno  ,ma senza etichette ?

La metamorfosi terapeutica di Richard Blandler e John Grinder

Per andare ai test non li condivido, sono protocolli standardizzati, che dicono ‘tutto e niente’ cercano il pelo nell’uovo e qualcosa trovano sempre, sono fatti da persone che cercano un problema specifico e alla prima avvisaglia, ecco l’etichetta o il cambio di percezione immediato, in relazione a quel bimbo. A volte potrà essere senza nome, ma agli occhi di chi osserva il nome è chiaro! Ecco perché conoscendo le 5 leggi biologiche e lavorando sulle proprie credenze, sappiamo che questi sintomi del linguaggio possono essere e sono ” transitori”, (in relazione a quello che sta vivendo quel bimbo o quell ‘adulto in quel preciso momento della sua vita), come tutti gli altri, dunque non è detto che un bimbo che faccia un test oggi, secondo i protocolli standard e manifesti uno o più problemi, ripresentando lo stesso test dopo 3 settimane, non cambi il risultato!!! Ed è vero che per questo problema specifico si attivano etichette che innescano paure nel bambino, nei genitori e sugli insegnanti, poiché il genitore non si limiterà a credere a delle parole di una maestra, ma si informerà e come sappiamo, si dice tutto e il contrario di tutto, dietro ogni etichetta, c’è molto terrorismo.

Quanti di voi ,con figli appena etichettati, sono già andati a vedere su internet cos è la dislessia e come si valuta? Per quale motivo? Quanti di voi portano più attenzione ai figli quando leggono, a differenza di prima? Magari anche un piccolo pensiero è partito?quanyti di voi hanno cambiato il modo di guardare il proprio figlio e lo scusano o lo aiutano in modo diverso perchè pensano che non ce la faccia ?Ma prima senza etichetta era lo stesso! Questo è il cambio di percezione!
Non stò parlando di gravi disturbi di linguaggio, per questi casi è giusto agire di conseguenza,(e comunque sempre su richiesta), ma di una classe di bambini “normali“ dove o per cui i genitori non hanno chiesto nessun intervento a tal proposito. Su questo ultimo punto, vorrei portare delle riflessioni: domani faremo un test “non richiesto” per problemi auditivi, e sapete la novità? Sicuramente in una classe di 20 bambini ci saranno 2 0 3 bambini che ci sentiranno in modo diverso, bè è un ovvietà, ma per qualcuno sarebbe una malattia a cui dare un nome e una nuova ansia di preoccupazione! Se facciamo un test posturale, sicuramente verrebbero etichettati molti bambini, per problemi di chiusura mandibolare, per problemi di scogliosi etc., o per avere una gamba più corta di un‘altra, capirete che si potrebbe andare avanti all infinito.

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Un ulteriore riflessione la porto sullo stesso strumento che si usa per “correggere” il “disturbo” di questi bimbi che sarà focalizzato al sintomo, portando una maggiore attenzione (focalizzata), del bimbo sullo stesso sintomo e un ansia dei genitori, che innescherà delle recidive allo stesso problema preso in esame. Come si può focalizzare una terapia sul sintomo e non sulla persona in senso olistico? lavorando in simbiosi con i suoi genitori? mi sembra troppo comodo,come professionista, trovare, cercando, dei problemi di linguaggio, (senza nessun tipo di richiesta da parte di un genitore ), che secondo i protocolli standard tutti hanno, e poi dire ai genitori: “bè adesso potete scegliere l’operatore o la terapia più consona alle vostre credenze o se preferite noi abbiamo la nostra logopedista che insieme alla dottoressa potranno occuparsi di questo problema”. Non so se capite, ma senza un problema evidente siete entrati in un altro mondo, cambiando la vostro visione su vostro figlio, che per voi fino a ieri era senza nessun problema di apprendimento! Posso capire che ci siano dei bambini che rimangono un po’ indietro con il programma, anche in una scuola steineriana, ma ci sono e ci possono essere infinite ragioni e certo si deve dare modo alla maestra di farle lavorare.

quindi da parte nostra ci vuole un attenzione, maggiore, ma questa è responsabilità che tutti dovremmo avere.

Film dislessia

Una volta messa l’etichetta o comunque valutato il bambino, questo cambia radicalmente l’attenzione verso lo stesso, da parte di insegnanti e genitori e ancora più grave, verso i suoi amici, che come ben saprete non vanno leggeri.

cambio di percezione

Porto un esempio: viene da me, una madre con una bimba che cammina male o con il mal di testa o con un dolore mandibolare o con delle balbuzie, per stare più in tema, io la guardo e poi lavoro con la madre, poiché ogni problema di un bimbo è legato ai genitori, e alla madre dico semplicemente che la bimba non ha nessun problema, di mettersi il cuore in pace e non focalizzarsi più sul problema del figlio lavorando solo con la madre e il padre

Bè il risultato è chiaro, una volta che i due genitori sono tranquilli e dimenticano il sintomo e lavorano sul problema del figlio, il problema(significato biologico), non sarà più visto come tale. Adesso se il bambino con il mal di testa lo porto da un oculista, piuttosto che da un osteopata piuttosto che da un neurologo, ognuno di loro avrà le sue mappe di studio, quindi l osteopata dirà che è un problema di postura, mandibolare; il neurologo è un problema del sistema nervoso; l’oculista darà il più delle volte degli occhiali, poiché è la prima volta che lo faccio visitare e guarda che mi trova? Anche un po’ miope! Potrei andare avanti all infinito, non c’è un giusto e uno sbagliato, ma solo un focalizzarsi su un sintomo e dargli un nome, dal momento che ha un nome, io genitore, vado a casa tranquillo, sapendo che adesso ho sotto controllo la situazione, non è così per tutti? La mia ansia finalmente a un nome.
Provate a pensarci avete un dolore e non sapete cos’è, cominciate a preoccuparvi, fino a diventare ossessivi, pensate continuamente al vostro problema e questo continua a peggiorare, fino a quando prendete coraggio, andate da un dottore e questo vi dice, è un po’ d ‘aria intestinale! E subito vi rilassate, andate a casa e magicamente in pochi giorni, prendendo un po’ di carbon vegetale e una dieta alimentare  tutto passa? Perchè? Forse mi sono tranquillizzato, perché mi ha visto un dottore? E poi mi ha dato un nome, che non è neanche male, un po’ d aria, prima o poi passa!

Ad una madre viene detto che la sua bambina cammina male, la mamma se ne accorge, bene andiamo a farla vedere, adesso alla mamma sembra che la bambina cammini rigida oltre che zoppica, vede le tensioni della bimba la osserva in ogni modo portando attenzione alla figlia.

“finalmente mia madre mi guarda!”(pensa la figlia) Guardo la bimba, dopo di chè, rassicuro la mamma, che non è niente, la mamma si tranquillizza e la bambina dopo poco smette di zoppicare, adesso sapete cosa è successo? E’possibile che la mamma non abbia mai guardato la figlia o per lo meno non in quel modo?

e si è accorta che cammina in modo rigido, ma io faccio notare alla mamma, che non si può diventare rigidi in un giorno e che forse lavorando un po’ sulla mia rigidità di mamma, dei miei schemi, anche la bambina non dovrà più camminare così oltre che stare un po di tempo con la figlia
Ma cos’è cambiato realmente in quella madre? La percezione! Dal momento che qualcuno ha detto a lei che sua figlia cammina male!

Adesso mi direte che da una parte è servito? Certo, poiché la mamma adesso può decidere di lavorare sulla sua rigidità, ma non su quella del bambino! E questo vale un po’ per tutti i problemi, fino a quando non ho un nome, lascio aperta la porta a svariate possibilità, ma quando per ansia lo cerco, sicuramente lo trovo, ma poi è difficile uscirne!
Certamente se le leggi biologiche fossero più conosciute e accettate, il discorso sarebbe totalmente diverso. Un bimbo felice o sereno ha genitori felici e sereni. E un etichetta statica sono solo un insieme di sintomi staccati uno dall’altro.(una cosa se dico hai la fibromioalògia, e una cosa se dico hai un po’ di dolore al braccio sx e alla gamba dx etc…)sentite la differenza?

Dubbio e Rilessione di un genitore

Per concludere, questo articolo vuole solo essere uno spunto di riflessione in merito ad interventi diagnostici non cercati e non voluti e non a fine critico o discriminante su persone che fanno con amore il loro lavoro e giustamente, vedono e curano persone in relazione alla loro formazione, mappa credenze e convinzioni.

Ad ognuno le loro credenze e convinzioni, sono sacre e non si toccano!!!!.E di certo,  può essere d ‘aiuto per le stesse persone che vogliono cercare strumenti diversi per raggiungere lo stesso fine, senza per forza intercorrere in una etichetta, che comunque la si metta, cambia la vita della persona creando identità!

Pertanto avendo iscritto i miei figli ad una scuola (steineriana), che dovrebbe considerare il bambino un essere speciale, unico con i suoi tempi nelle sue difficoltà d’apprendimento a differenza di altre scuole, che hanno semplicemente modalità di apprendimento competitive, rigide e standardizzate, rimango basito e deluso sapendo che in queste scuole si cercano bambini con difficoltà di apprendimento, e che invece non si guardi il bambino nelle sue attitudini, nel suo insieme e nella sua storia di vita, è normale che in una scuola steineriana proprio per il suo metodo ci siano bambini che leggono piano o ognuno in modo diverso dall’altro, ma questo non è mai un problema se non si guarda come tale, certo come in tutte le scuole potrebbe esserci un bambino che abbia problemi e che debba essere seguito in modo diverso, ma, a mio parere, è la maestra che dovrebbe muoversi di conseguenza avvertendo i genitori che a loro volta seguiranno il bambino in base a quello in cui credono non a quello che gli viene imposto! Certo la sanità ringrazia, poiché avere un servizio che nella scuola cerca e trova problemi è fantastico, muove e gira tanto interesse! Dopo di che,  andranno prese delle misure dispensative o strumenti per aiutare il bimbo con gravi problemi a non recidivare e a non continuare a non sentirsi all’alltezza. Ci diranno che tanto a breve entrerà un decreto ministeriale dove poi sarà obbligatorio!! e mentre ce lo dicono sono anche contenti! Come dire o accetti questa cosa o tanto comunque vada, ti verrà imposta! Allora questo vale per tutto? Anche per i vaccini, c è un decreto ministeriale che ci dice di vaccinarli e noi come le pecore lo facciamo? Credo sia fantastico che in una scuola spirituale che ha deciso in qualche modo di distinguersi dalle altre e non perché le altre siano cattive, ma perché si crede in qualcosa  di più grande, ci si difenda dietro un decreto ministeriale, non ancora arrivato!

Invito tutti a leggere qualche libro o andare su internet e leggere cosa dicono della “dislessia “e se siete attenti nella lettura troverete tantissime incongruenze e assurdità, ma non voglio essere semplicistico e superficiale, certo un logopedista mi porterà le sue mille ragioni per cui si debba intervenire, ma anche un oculista o un endocrinologo su un nodulo ma questo non vuol dire che sia vero!
Come non vuol dire che le cose che stò scrivendo siano vere, ma basta un po’ di apertura e capacità di ascolto e si capisce subito dove c è un imposizione, un incongruenza o dove nasce un industria dietro un sintomo!
L’antroposofia è definita la medicina dello spirito, ma nell’intervento preventivo c’è solo paura e non il fluire con la vita, cio è l‘essere spirito”!

Riporto qui sotto un capitoletto della definizione anche se in modo riduttivo dell’antroposofia mi lascia ancora di più sconcertato di fronte ad un intervento sul sintomo specifico!

Il medico che orienta la sua professione in senso antroposofico si sforza di cogliere, assieme al paziente, il significato della malattia riguardo alla sua evoluzione corporea, psichica e spirituale, tenendo conto delle leggi intrinseche alla biografia dell’uomo.
Strettamente connessa alla medicina antroposofica è la pedagogia curativa, in cui ci si accosta in modo nuovo ed efficace ai problemi dei bambini bisognosi di cura dell’anima e dei portatori di handicap.
I rimedi vengono trovati prestando attenzione da un lato all’aspetto individuale dei fenomeni patologici e dall’altro alla stretta connessione evolutiva tra l’uomo e gli altri regni della natura.

Un paragrafo preso da un sito che parla di dislessia scritto da logopedisti

In alcune regioni si procede a dei test di massa nelle scuole, spesso diagnosticando la dislessia anche a soggetti prima presunti normali, che probabilmente non avrebbero bisogno di alcuna terapia. In questi casi meglio evitare test e cure proposte, potrebbero creare una patologia altrimenti addirittura insospettata (incredibile) parlano logopedisti senza contare che le cause ad oggi sono confuse e come in tutta la medicina per qualsiasi patologia sono solo ipotesi supposizioni !

Spero che queste righe non siano motivo di scontri polemici o discussioni o giudizi che a mio avviso non fanno bene a nessuno, ma invece uno spunto di riflessione diverso da quello che ci dicono 

a volte, il dubbio, può essere il nostro migliore amico.

 

Don Milani affermava che esistono i bambini o ragazzi difficili, ai quali si deve dedicare più tempo scolastico ed attenzione curriculare, non bisogna stigmatizzarli in classe e certificarli come portatori d’handicap. Affiggere un’etichetta di “dislessico” o “discalculo” o “iperattivo” (con altrettanto pseudodiagnosi) attrae l’attenzione e rende visibile una difficoltà soggettiva ed invisibile. La persona che subisce l’etichetta, la interiorizza, arrivando ad autodefinirsi conforme all’etichetta, mentre chi gli sta attorno pone l’attenzione non all’etichettato, ma all’etichetta. Queste pseudodisgnosi poi sono inficiate da termini medici e finiscono con il convincere tutti che la dislessia (disgrafia, ecc.) è una sorta di strana malattia. Per capire l’intraprendenza delle pseudoscienze è sufficiente soffermarsi sulle cose che esse stesse affermano: ammettiamo che nelle scuole ogni anno ci sono realmente 25 mila dislessici (come scrive oggi il Corriere della Sera nell’articolo di Lossa, citato) essendo la popolazione studentesca circa 2milioni e 300 mila, tra meno di 10 anni sarebbe tutta dislessica? Ma non è finita, perché a ciò bisognerà aggiungere le migliaia e migliaia di ragazzi iperattivi, discalculi, disgrafici, disortografici, ecc.: chi si salva da questa stringente morsa?

Se si legge sul dizionario il termine “malattia”, si trova che attiene alle alterazioni o lesioni degli organi del corpo, la dislessia a quale lesione fa riferimento? Essa attiene ai cosiddetti disturbi dell’apprendimento inclusi nel “Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali”, che sono diventati 374 nella IV edizione, ma aumentano sempre a dismisura. Domande: come nasce questo “manuale” e come vengono inserite queste “malattie”?
Vorrei solo far notare che ci sono molti strumenti che possono aiutare un bambino con presunte difficoltà ,e la logopedia è l unica riconosciuta dal sistema sanitario ,solo questo mi lascia perplesso ,poichè il nostro sistema è fondato e vive sul trovare cercando problemi ,e più ce ne sono più si alimenta ,non è una critica ,ma uno stato di fatto.
la sanità esiste se ci sono malati,senza malati il sistema cade !

A voi le conclusioni.

articolo scritto da Walter Onorato

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